I 108 saluti al sole di una persona normale

Aggiornato il: feb 7


Rappresentazione dell'opera "Surya Namaskar" dell'artista Nikhil Bhandari

La mia prima volta dei “108 saluti al sole”, è stata durante un evento organizzato qui a Barcellona da questa fantastica organizzazione che si chiama “Mediterranea Saving Humans”. Da buon expat yogico e sensibile alla causa, mi è sembrata un’occasione irresistibile per potermi ricongiungermi con quella parte di comunità italiana che ha come hobby quello di salvare vite in mare.


Pur praticando yoga da tempo (per la disperazione dei miei insegnanti), non avevo mai approfondito questo tipo di pratica; mi sembrava, come qualcuno ha affermato di recente: “il classico yoga contemporaneo che strizza l’occhio al fitness”. Ovviamente non c’avevo capito nulla.


Quindi in un pomeriggio di fine luglio, decisamente caldo, mi animo e decido di andare. La prima impressione anche questa del tutto nuova, era la bellezza di trovarmi a praticare con un sacco di gente, circa un centinaio di persone sul tetto di uno di questi edifici moderni dedicati al co-working.


Mentre si avvicina il momento di iniziare, iniziano a salirmi le prime paranoie. Fa decisamente caldo, il sole è ancora alto e ho la maglietta di Mediterranea già completamente zuppa. Mi metto a parlare con una tipa conosciuta al centro yoga dove pratico qui a Barcellona e vedo che anche lei si sta pentendo di stare lì e con il viso contrariato e anche un po’ tirato inizia: “Ma non farà troppo caldo? Ma non sarà un po’ irresponsabile? Ma non è che ce rimaniamo?

E io per farmi forza: “Vabbè ma non è che c’abbiamo il fucile puntato? Se siamo stanchi ci fermiamo…”


Comunque dopo qualche indicazione iniziamo.


Il saluto al sole (Sūrya Namaskāra in sanscrito) che viene ripetuto per 108 volte, è un pratica yoga che comprende una sequenza di 12 posture (asana) che ha origine nel IX secolo nella tradizione del Hatha Yoga e viene dedicata alla divinità induista Surya (Dio del sole).


Anche per quanto riguarda il numero “108” sono tanti i riferimenti: Il numero 108 appare in testi antichi. Ad esempio ci sono 108 tantra. Nella numerologia 108 è uguale a 9 che simboleggia l’amore universale, l’eternità e il risveglio. In Ayurveda ci sono 108 punti sacri del corpo. Il mala (la collana composta da grani avente lo scopo di numerare i mantra o le preghiere e diffuso presso le religioni originarie dell'India) ha 108 grani che vengono contati durante la meditazione.


Inizio le prime sequenze. Forse ad anticipare il mio prossimo ritiro, sale una sensazione di noia “ma che veramente devo ripetere ‘sta cosa per 108 volte?”. Dopo la decima inizio a perdere il conto e la noia si trasforma in nervosismo, “ma chi me l’ha fatto fare…potevo venire qui salutare, sorridere, farmi due chiacchiere, una birra…comunque avrei dato il mio contributo noo?

Ma la vera bestia sta per arrivare ed è la stanchezza “ma quanti ne mancheranno ancora? Avrò superato la metà? Magari ricomincio a contarli. See vabbè..

Nella difficoltà cerco di trovare una soluzione, ma i pensieri sono annebbiati…mi sento come quei personaggi dei film western che si perdono nel deserto e muoiono di sete…ed è lì che ho la visione della mia insegnante yoga travestita da genio della lampada che mi urla “te l’ho detto concentrati solo sul respiro, solo sul respiro…” d’altra parte altre soluzioni non ce l’ho quindi eseguo.


Riprendo il respiro ed il corpo si libera, si scioglie. Come per magia entro nella pratica, la ripetizione ora è un mantra, una danza in cui perdersi.

Da Sergio Leone passiamo a Kim Ki-duk; sono nel ciclo della vita. Il movimento nasce, si mantiene, muore e rinasce. Divento parte del tutto, sono corpo, respiro, suono, movimento, vibrazione, sono uno con il gruppo. Sono a Barcellona ma potrei essere ovunque.

Alla stanchezza oramai è subentrato il benessere, l’entusiasmo di aver superato le difficoltà.


Non si possono definire tutte le sensazioni che si provano una volta giunti al termine e anche se i 108 non li ho mai finiti, poco importa perché l’esperienza è splendida, una sorta di metafora della vita dove attraversi la paura e le difficoltà per liberarti nella felicità e nel benessere.


Quindi questa domenica ci riprovo e se non sono certo di arrivare al 108-esimo quello di cui posso essere sicuro è che finirò con il sorriso stampato in volto.



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Tradizionalmente i 108 è un rituale praticato durante il cambio di stagione, ovvero per celebrare il solstizio d’inverno e d’estate, a primavera e equinozio primaverile e autunnale.

Il solstizio d’inverno celebra la rinascita e noi l'abbiamo celebrata

domenica 20 dicembre con Carla Ciatto.


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